Malattia non retribuita: cosa deve sapere chi lavora
Quando si parla di malattia non retribuita dal datore di lavoro, si fa riferimento a situazioni in cui chi lavora è impossibilitata o impossibilitato a svolgere la propria attività per motivi di salute, ma non riceve alcuna retribuzione per i giorni di assenza.

Succede in casi previsti dalla legge e dai contratti, per esempio quando scade il periodo di comporto - il periodo massimo di conservazione del posto di lavoro - o se il tuo contratto non prevede l’indennità di malattia.
Capire come funzionano i giorni di malattia non coperti da stipendio è importante per conoscere i tuoi diritti, rispettare gli obblighi e sapere come comunicare l’assenza in modo corretto.
Cos’è la malattia non retribuita
La malattia non retribuita si verifica quando, per motivi di salute, non puoi lavorare e non ricevi lo stipendio.
Parliamo di una condizione che può presentarsi in specifiche circostanze regolate dalla normativa e dai contratti collettivi di lavoro, ad esempio:
- Superamento del periodo di comporto: è stato superato il limite massimo entro cui l’azienda è tenuta a garantirti il posto di lavoro e l’erogazione della retribuzione.
- Rapporti di lavoro senza copertura INPS: alcune tipologie contrattuali - come collaborazioni occasionali, prestazioni autonome o rapporti atipici - non prevedono il riconoscimento dell’indennità di malattia.
- Mancanza o ritardo nella certificazione medica: se la malattia non viene certificata dal medico curante e trasmessa online all’INPS entro i termini previsti, l’assenza può essere considerata ingiustificata e rischi quindi di perdere le tutele economiche e contrattuali e di incorrere in sanzioni disciplinari.
La malattia non retribuita è insomma un periodo di sospensione del rapporto di lavoro: non prendi lo stipendio, ma mantieni, entro i limiti fissati dal contratto collettivo e secondo l’articolo 2110 del Codice Civile, il diritto alla conservazione del posto fino al termine del periodo di comporto.
La norma prevede infatti che, in caso di malattia o infortunio, al personale dipendente spetti la retribuzione o un’indennità per il tempo e nella misura stabiliti da leggi, contratti o usi. Trascorso il periodo previsto, l’azienda può licenziarti rispettando le regole sul preavviso.
Ricordati comunque che l’assenza per malattia non interrompe il rapporto di lavoro.
In alcuni casi, anche se l’azienda non paga lo stipendio, puoi ricevere un’indennità di malattia dall’INPS se sei iscritta o iscritto all’ente e rispetti i requisiti contributivi (per non più di 180 giorni nell’anno civile).
Quali sono i diritti di chi lavora in caso di malattia non retribuita?
Anche quando la malattia non è retribuita, conservi questi diritti:
- Diritto alla conservazione del posto di lavoro nel limite di assenza per malattia: l’articolo 2110 del Codice Civile prevede che il datore di lavoro non possa interrompere il rapporto finché non sia passato il periodo massimo di assenza per malattia stabilito dal contratto collettivo.
- Diritto all’assistenza sanitaria e alla tutela previdenziale: se sei iscritta o iscritto all’INPS e il certificato medico è stato trasmesso correttamente, puoi avere diritto all’indennità di malattia anche se l’azienda non ti paga. L’indennità decorre di solito dal quarto giorno di assenza e copre una parte della retribuzione (i primi tre giorni sono a carico dell’azienda, se previsto dal CCNL): 50% dal 4° al 20° giorno e 66,66% dal 21° al 180° giorno per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore privato. Chi rientra nella Gestione Separata INPS - una forma previdenziale per collaborazioni e attività autonome - può ricevere l’indennità solo se rispetta specifici requisiti contributivi e di reddito, tra cui almeno un mese di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’evento di malattia.
- Diritto alla riservatezza: il datore di lavoro non può sapere la tua diagnosi o il tuo stato di salute, ma solo la durata prevista dell’assenza, nel rispetto del Regolamento UE 679/2016 - GDPR e della normativa italiana.
- Diritto al rientro in servizio: al termine della malattia puoi riprendere la stessa mansione o una equivalente. Se la condizione di salute comporta una riduzione permanente della tua capacità lavorativa, l’azienda deve valutare una soluzione compatibile, come un diverso incarico o l’adattamento della mansione.
Ad ogni modo, il periodo di assenza per malattia resta valido ai fini dell’anzianità di servizio: in pratica, continua a contare per calcolare diritti come scatti, TFR e altri istituti legati alla durata del rapporto, salvo diversa previsione del contratto collettivo.
Cosa devi fare se sei in malattia
Accanto ai diritti, la legge prevede anche una serie di obblighi che chi lavora deve rispettare per non perdere tutele:
- Comunicare tempestivamente l’assenza: avvisa subito il tuo datore di lavoro, preferibilmente prima di iniziare il turno (secondo le modalità indicate dal contratto collettivo o dal regolamento interno).
- Garantire la corretta trasmissione della certificazione medica: verifica che il medico abbia inviato il certificato all’INPS e comunica il numero di protocollo all’azienda e la durata dell’assenza.
- Essere reperibile per eventuali controlli: rimani reperibile per eventuali visite di controllo all’indirizzo comunicata alla tua azienda, nelle fasce orarie 10-12 e 17-19 (tutti i giorni indicati nel certificato, compresi sabati, domeniche e festivi). L’assenza ingiustificata alla visita può portare alla perdita dell’indennità o a sanzioni disciplinari.
- Evitare attività incompatibili con lo stato di malattia: non fare attività che rallentino la guarigione o che siano incompatibili con la malattia, altrimenti rischi sanzioni o licenziamento per giusta causa.
Rispettare questi obblighi è essenziale per mantenere la validità del periodo di malattia, anche quando non è retribuito, oltre che per tutelare la tua posizione lavorativa.
Come comunicare correttamente l’assenza per malattia
La comunicazione dell’assenza è fondamentale per evitare contestazioni e garantire la correttezza delle procedure.
Quando e se ti assenti per motivi di salute devi:
- Informare per tempo il tuo datore di lavoro, indicando la data di inizio e la durata stimata dell’assenza, seguendo le modalità previste dal contratto o i canali concordati (email, telefono, messaggio).
- Verificare la trasmissione del certificato medico all’INPS, comunicando all’azienda il numero di protocollo.
- Segnalare eventuali variazioni di indirizzo o proroghe della malattia, affinché le visite fiscali possano essere svolte regolarmente.
Se non riesci a prendere subito il certificato, invia una comunicazione scritta spiegando la situazione.
Un avviso chiaro, tempestivo e completo è la miglior garanzia per evitare che l’assenza venga considerata ingiustificata.
Periodo di comporto e aspettativa non retribuita
La durata del comporto è stabilita dai contratti collettivi e può essere calcolata:
- Come periodo continuativo di assenza;
- come somma dei giorni di malattia in un anno.
Durante questo tempo, il rapporto è sospeso: non presti la tua attività e puoi percepire o meno una retribuzione o un’indennità di malattia (a seconda del contratto).
Se superi il comporto, l’azienda può licenziarti, ma deve rispettare le procedure di legge e i termini di preavviso. Il licenziamento deve sempre essere giustificato e può essere impugnato se discriminatorio o sproporzionato.
In determinate situazioni, prima del licenziamento può essere concessa un’aspettativa non retribuita, cioè un periodo extra senza stipendio, ma con diritto al rientro in azienda una volta ristabilita l’idoneità al lavoro. Si tratta quindi di una tutela aggiuntiva se, pur non potendo lavorare temporaneamente, desideri mantenere il rapporto di lavoro.
Per approfondire, leggi l’articolo Aspettativa retribuita e non retribuita.
Tutelarsi in caso di malattia non retribuita
Affrontare una malattia non retribuita può essere complesso, sia sul piano economico sia su quello personale. Tuttavia, conoscere con precisione i diritti e gli obblighi previsti dalla legge e dal contratto collettivo ti consente di gestire la situazione in modo corretto e trasparente.
Riassumendo, è importante:
- Comunicare sempre;
- controllare che il certificato sia inviato correttamente;
- rispettare la reperibilità;
- evitare comportamenti incompatibili con la malattia.
Per ulteriori informazioni su tempi, procedure, controlli e su cosa succede se la malattia non è pagata, leggi la guida ufficiale dell’INPS su indennità di malattia e visite mediche di controllo.
In presenza di dubbi o situazioni particolari - ad esempio malattie prolungate, contratti atipici o superamento del comporto - puoi chiedere a un consulente del lavoro o a una rappresentanza sindacale.
Non dimenticare comunque che la disciplina della malattia è in costante evoluzione: leggi e contratti cambiano, introducendo misure dedicate a chi vive situazioni di malattia cronica o invalidante, o prevedono tutele aggiuntive in caso di lavoro agile post-malattia. Ecco perché conoscere i tuoi diritti e doveri è il primo passo per tutelarti nel mondo del lavoro.
Il secondo però è saper cogliere nuove opportunità professionali nel momento giusto!
Scopri subito My Manpower App per cercare lavoro, candidarti in pochi semplici tap e gestire la tua carriera facilmente.
Scarica subito l’app!
FAQ – Domande frequenti sulla malattia non retribuita
Quando la malattia non è retribuita dal datore di lavoro?
Quando si supera il periodo di comporto previsto dal contratto, se il contratto non prevede indennità di malattia o se il certificato medico non viene inviato all’INPS nei tempi previsti.
Chi paga la malattia se l’azienda non eroga lo stipendio?
L’indennità può essere riconosciuta dall’INPS se sei iscritta o iscritto e in regola con i contributi. In genere decorre dal quarto giorno di assenza e copre una percentuale della retribuzione.
Quanto dura il periodo di comporto?
Dipende dal contratto collettivo: può essere espresso in giorni continuativi o nel totale delle assenze per malattia in un anno civile. Oltre quel limite, l’azienda può avviare il licenziamento per superamento del comporto.
Cosa succede se non comunico o non certifico la malattia?
L’assenza può essere considerata ingiustificata, con perdita della retribuzione e possibili sanzioni disciplinari fino al licenziamento.
Posso chiedere un'aspettativa non retribuita per motivi di salute?
Sì, in alcuni casi è possibile chiedere un periodo aggiuntivo senza retribuzione, con diritto al rientro in azienda una volta ristabilita l’idoneità. È una scelta discrezionale del datore di lavoro o prevista da alcuni contratti collettivi.