Visita fiscale: orari e regole per lavoratori e lavoratrici nel 2025
Quando si è in malattia, alcune delle preoccupazioni più comuni sono: «Quando può arrivare il medico fiscale? Cosa succede se non sono in casa?».

La visita fiscale è il controllo medico disposto dall’INPS o richiesto dal datore di lavoro per verificare che la malattia dichiarata sia reale e che il lavoratore o la lavoratrice non abbiano effettivamente la possibilità di svolgere la propria attività.
Nel 2025 le regole su orari di reperibilità, assenze alla visita, uscite da casa ed esenzioni sono state chiarite e aggiornate, anche a seguito di interventi dell’INPS e della giurisprudenza. Conoscerle ti aiuta a evitare sanzioni economiche e problemi con il datore di lavoro.
Cos’è la visita fiscale
La visita fiscale è un controllo medico effettuato da un medico incaricato dall’INPS (o da medici convenzionati) con l’obiettivo di verificare se la tua assenza dal lavoro per malattia è giustificata o no.
Può essere:
- Disposta d’ufficio dall’INPS, per controlli a campione o mirati;
- richiesta dal datore di lavoro, pubblico o privato, tramite il servizio online INPS per le visite mediche di controllo (Polo Unico).
Nel momento in cui il medico curante invia il certificato telematico all’INPS, tu hai l’obbligo di:
- Verificare che l’indirizzo di reperibilità sia corretto;
- rispettare gli orari di reperibilità nei giorni coperti dal certificato.
Orari visita fiscale 2025: quando devi essere a casa
Dal 2024/2025 gli orari di reperibilità sono uguali per lavoratori e lavoratrici del settore privato e pubblico (docenti inclusi):
- Tutti i giorni indicati nel certificato di malattia, compresi sabato, domenica e festivi;
- Fasce orarie: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00
Questo significa che in quelle fasce devi essere reperibile all’indirizzo comunicato nel certificato. Fuori da quegli orari puoi organizzarti come vuoi, purché non peggiori la malattia.
Per le visite fiscali INPS non è più prevista alcuna differenziazione tra giorni feriali e festivi: se il periodo di malattia li comprende, il medico può effettuare il controllo anche il sabato, la domenica e nei giorni festivi, sempre nelle fasce di reperibilità indicate.
Visita fiscale mentre dormi: cosa prevede la normativa
La normativa non richiede che la persona lavoratrice sia sveglia o in attesa del medico, ma esclusivamente che sia reperibile all’indirizzo indicato nel certificato di malattia. Questo significa che:
- Se stai dormendo ma riesci a rispondere al citofono o al campanello, la visita può svolgersi senza problemi;
- se il medico effettua il controllo nelle fasce di reperibilità e non riceve risposta, l’episodio può essere registrato come assenza alla visita, salvo motivazioni valide e documentabili.
Assenza alla visita fiscale: cosa succede
Se il medico passa nelle fasce di reperibilità e non ti trova (e non hai motivi seri e documentabili per giustificarti), si parla di assenza ingiustificata.
Le conseguenze, previste dalla normativa e dalla prassi INPS, sono soprattutto economiche. Nello specifico:
- In caso di prima assenza ingiustificata, perdi l’indennità economica INPS per i primi 10 giorni di malattia (o per il periodo minore se la malattia dura meno).
- In caso di seconda assenza ingiustificata nello stesso periodo di malattia, oltre alla perdita dei primi 10 giorni, l’indennità viene ridotta del 50% per i giorni successivi alla malattia.
- In caso di terza assenza ingiustificata nello stesso periodo di malattia, l’indennità INPS viene interrotta per l’intero periodo residuo di malattia.
Se invece l’assenza è legata a motivi giustificati (ad esempio visita specialistica, esame urgente, ricovero, emergenza sanitaria), devi poterlo dimostrare con documentazione (certificato del pronto soccorso, referto, attestazione di visita, ecc.).
Uscire di casa durante la malattia: cosa è consentito
Uno dei dubbi più comuni riguarda la possibilità di uscire durante un periodo di malattia. La normativa distingue chiaramente tra momenti in cui puoi allontanarti e fasce orarie in cui è obbligatorio essere reperibili.
- Fuori dalle fasce di reperibilità (10:00–12:00 e 17:00–19:00) è consentito uscire, purché le attività svolte non siano incompatibili con la patologia dichiarata e non compromettano il processo di guarigione.
- Durante le fasce di reperibilità, invece, devi rimanere all’indirizzo indicato nel certificato medico, salvo esigenze documentabili come visite specialistiche, terapie, esami programmati o situazioni di urgenza sanitaria. In questi casi è necessario conservare la documentazione da esibire in caso di eventuali verifiche.
È importante ricordare che allontanarsi dall’abitazione durante le fasce di reperibilità, anche per brevi commissioni, può comportare la registrazione di un’assenza alla visita fiscale e la conseguente decurtazione dell’indennità.
Visita fiscale e mutua: cosa cambia con l’assicurazione integrativa
Se, oltre alla tutela INPS, hai una mutua aziendale o un’assicurazione sanitaria integrativa, le regole sugli orari della visita fiscale non cambiano: valgono sempre le fasce di reperibilità previste dall’INPS (10–12, 17–19, tutti i giorni).
L’eventuale assistenza integrativa può:
- Riconoscerti indennità aggiuntive per la malattia;
- prevedere controlli o accertamenti medici propri.
Tuttavia, questo non modifica l’obbligo di reperibilità per le visite fiscali INPS. Per i dettagli, devi sempre controllare il contratto collettivo applicato e il regolamento del fondo sanitario o dell’assicurazione.
Quanto costa la visita fiscale e chi la paga
Per te, come lavoratore o lavoratrice, la visita fiscale non ha un costo diretto: non devi pagare nulla al medico fiscale.
In generale, se la visita è disposta d’ufficio dall’INPS, è a carico dell’INPS.
Se, invece, la visita è richiesta dal datore di lavoro, pubblico o privato, il datore di lavoro rimborsa all’INPS il costo della visita (in un range indicativo che, secondo le fonti di prassi, va orientativamente dai 30 ai 50 euro).
Esenzioni: quando non sussiste l’obbligo di reperibilità
Esistono casi in cui il lavoratore o la lavoratrice può essere esonerata dalla reperibilità per visita fiscale. In generale, rientrano tra le esenzioni:
- Patologie gravi che richiedono terapie salvavita (es. chemioterapia, emodialisi);
- stati patologici legati a invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;
- malattie riconosciute come causa di servizio per determinate categorie;
- periodi di ricovero ospedaliero e giornate di day hospital.
L’esenzione, però, non è automatica. Deve risultare correttamente dalla certificazione medica e dalle valutazioni dell’INPS.
Se pensi di rientrare in queste casistiche, parlane con il tuo medico e verifica sul sito INPS o con un patronato.
Informarsi e tutelarsi: il ruolo di Manpower
Conoscere le regole sulla visita fiscale significa proteggere i propri diritti ma anche adempiere ai doveri verso il datore di lavoro e l’INPS. Una gestione corretta della malattia riduce il rischio di sanzioni economiche, incomprensioni e contenziosi.
Per orientarti meglio nel mondo del lavoro, dei contratti e dei tuoi diritti come lavoratore o lavoratrice, puoi consultare la sezione Insights e il magazine LINC sul sito Manpower, dove trovi analisi, approfondimenti e contenuti dedicati alla cultura del lavoro e ai suoi cambiamenti.
FAQ sulla visita fiscale nel 2025
Quando può arrivare la visita fiscale a casa?
La visita fiscale può avvenire in qualunque giorno coperto dal certificato di malattia, compresi sabato, domenica e festivi, nelle fasce di reperibilità stabilite dall’INPS: 10:00-12:00 e 17:00-19:00. Durante queste fasce il lavoratore o la lavoratrice deve essere presente all’indirizzo indicato nel certificato.
Quando si è in malattia si può uscire a fare la spesa?
Sì, è possibile uscire fuori dagli orari di reperibilità, purché l’attività non sia incompatibile con la patologia dichiarata e non rallenti la guarigione. Durante le fasce 10-12 e 17-19, invece, è necessario essere reperibili salvo motivi urgenti e documentabili (esami medici, pronto soccorso, terapie).
Quanto costa al datore di lavoro mandare la visita fiscale?
La visita disposta d’ufficio dall’INPS non ha costi per il datore di lavoro. Se invece è l’azienda a richiederla tramite INPS, il datore di lavoro rimborsa all’INPS il costo della visita, secondo le tariffe previste dalla normativa. In ogni caso, il lavoratore non sostiene alcun costo.
Come si fa a sapere se è passato il medico fiscale?
Il medico incaricato lascia un avviso scritto in caso di mancata reperibilità. Inoltre, l’esito della visita viene registrato nei sistemi INPS: il datore di lavoro può consultarlo tramite il portale dedicato, mentre il lavoratore o la lavoratrice può informarsi tramite INPS o presso il proprio ufficio del personale.
Quali malattie non sono soggette a visita fiscale?
Non esistono malattie “escluse”, ma situazioni che danno diritto all’esonero dalla reperibilità, come: terapie salvavita, gravi patologie riconosciute, invalidità pari o superiore al 67%, periodi di ricovero ospedaliero e day hospital, o malattie riconosciute come causa di servizio in particolari categorie. In questi casi, l’esonero deve risultare dalla certificazione medica e dalle indicazioni dell’INPS.