Green Jobs 2025: i 5 trend del lavoro sostenibile
La sostenibilità è diventata una priorità strategica per le aziende di tutto il mondo non solo come impegno ambientale, ma come leva di innovazione, resilienza e competitività.

Il nuovo report Global Insights Green Energy 2025 di ManpowerGroup esplora l’evoluzione del mercato del lavoro in chiave green, evidenziando i ruoli emergenti, le competenze richieste e le sfide da affrontare per costruire un futuro più sostenibile.
Nell’attuale contesto le aziende devono adottare un approccio integrato che tenga conto di concetti chiave come:
- Gestione delle risorse e riduzione della dipendenza da modelli non sostenibili;
- innovazione e resilienza, per affrontare le nuove esigenze e cogliere opportunità;
- benessere sistemico, orientato al modello delle 5P (Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership);
- ristrutturazione degli edifici e delle infrastrutture, con soluzioni bio-based e circolari;
- trasparenza e decisioni basate sui dati, fondamentali per evitare pratiche di greenwashing;
- connessione con la natura, per sviluppare prodotti e processi ispirati alla biomimetica;
- Lean, Clean & Green, un nuovo paradigma produttivo che punta all’efficienza e alla sostenibilità.
Questi principi guidano la trasformazione del lavoro e delle competenze, delineando un panorama in cui nuovi green jobs diventano protagonisti.
Il report identifica 5 trend chiave che ogni azienda dovrebbe conoscere per affrontare con successo la transizione verso un’economia sostenibile.
Trend 1: la transizione verde è indispensabile
La richiesta di green jobs cresce a ritmo sostenuto, ma le aziende faticano a trovare talenti qualificati. La scarcity di talenti green è destinata ad aumentare, rendendo sempre più difficile trovare persone qualificate per guidare la trasformazione. Questo squilibrio tra domanda e offerta rende urgente investire in formazione e sviluppo professionale.
Nonostante le difficoltà nei negoziati internazionali sul clima, la transizione green resta una priorità globale: il 47% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti per ridurre le emissioni di CO₂. Anche i consumatori e i clienti B2B stanno alzando le aspettative: il 60% dei consumatori è più sensibile al cambiamento climatico, e il 36% dei clienti B2B è disposto a cambiare fornitore se le esigenze di sostenibilità non vengono soddisfatte.
Questa accelerazione negli investimenti e nella domanda di sostenibilità ha un impatto diretto sul mondo del lavoro. Le aziende devono ampliare la propria visione e anticipare le esigenze future delle risorse. Inoltre, la reputazione ambientale è diventata un fattore decisivo per attrarre talenti: il 45% della Gen Z e il 42% dei Millennials afferma che questo aspetto influisce sulla scelta di accettare o meno un’offerta di lavoro.
Trend 2: il futuro del Green
Quando si parla di green jobs, spesso si pensa a ruoli tecnici come la manutenzione di pale eoliche o l’installazione di pannelli fotovoltaici. Sebbene questi siano fondamentali per la transizione energetica, il futuro del lavoro sostenibile è molto più ampio.
Il report di ManpowerGroup esplora nel dettaglio l’impatto della trasformazione green su tutte le funzioni aziendali, evidenziando come la sostenibilità stia ridefinendo ruoli, competenze e strategie. Introduce tre categorie di ruoli:
- Green jobs: ruoli operativi e scientifici a diretto contatto con la natura, come tecnici forestali, esperti in qualità delle acque e responsabili della conservazione ambientale.
- Green+ jobs: ruoli innovativi che integrano competenze tecniche, scientifiche e operative per tutelare l’ambiente in modo diretto e indiretto. Esempi includono ingegneri chimici e dei materiali, designer di prodotto e processo, esperti in energie rinnovabili e bioscienze.
- Turquoise jobs: ruoli strategici e trasversali che escono dai canoni classici del lavoro green. Coinvolgono funzioni come leadership, governance, finanza, marketing, IT, HR e servizi legali.
Il futuro green, quindi, non è monocromatico: è fatto di sfumature, competenze ibride e approcci integrati. Le aziende devono riconoscere il valore di questi ruoli emergenti per costruire organizzazioni resilienti, innovative e sostenibili.
Trend 3: ruoli Green e Turquoise
Ruoli green e ruoli turquoise rappresentano due facce della stessa medaglia nella trasformazione sostenibile delle imprese.
Se i ruoli Green+ richiedono competenze tecniche, scientifiche e ingegneristiche sempre più ricercate, i turquoise jobs interessano invece tutte le funzioni aziendali e si distinguono per l’impatto strategico di lungo periodo, diventando centrali con l’adozione di pratiche sostenibili.
Il report di ManpowerGroup, analizzando oltre 775 ruoli, ha evidenziato che il 59% di quelli turquoise riguarda attività professionali e di leadership, capaci di introdurre un approccio innovativo e visionario in linea con la blue-sky strategy. La restante parte rientra nella categoria Green+, legata alle competenze specialistiche necessarie alla transizione ecologica.
In un contesto in cui la domanda globale di talenti green, tra il 2023 e il 2024, è cresciuta a un ritmo doppio rispetto all’offerta, la sfida per le aziende si fa sempre più complessa, richiedendo non solo abilità tecniche ma anche una leadership capace di guidare il cambiamento.
Trend 4: la sostenibilità è un vantaggio competitivo
Il riorientamento globale verso modelli più sostenibili sta alimentando una crescita costante dei green jobs e dei ruoli turquoise, ma al tempo stesso evidenzia un divario crescente tra domanda e offerta di competenze.
Molte aziende (91%) dichiarano di non disporre di professionisti adeguatamente qualificati per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità, e i gap di competenze vengono considerati il principale ostacolo alla trasformazione aziendale tra il 2025 e il 2030. Secondo le stime, entro il 2030 il 59% della forza lavoro globale avrà bisogno di formazione integrativa per mantenere il proprio ruolo, con un deficit di professionalità green pari al 19% a livello mondiale.
La sfida diventa ancora più complessa in un contesto normativo sempre più stringente, con l’introduzione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che richiederanno ulteriori percorsi di aggiornamento.
Le aziende che sapranno investire in upskilling e attrarre talenti altamente qualificati, ad esempio nei settori legati all’approvvigionamento sostenibile, potranno non solo colmare questi gap ma anche distinguersi sul mercato e consolidare il proprio vantaggio competitivo.
Trend 5: promuovere la trasformazione green per prepararsi ad affrontare le sfide del futuro
La trasformazione green non è più una scelta opzionale, ma una necessità strategica e un’opportunità concreta per le imprese. Le aziende leader hanno già compreso che la transizione verso un’economia circolare non solo riduce l’impatto ambientale, ma genera valore: nel 75% dei casi la sostenibilità è associata a un aumento del fatturato e nel 52% dei casi a performance superiori in termini di redditività rispetto alla concorrenza.
Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi green, sarà indispensabile che sempre più leader guidino cambiamenti profondi, soprattutto in settori come Automotive e Aerospace (71%) e Mining and Metals (69%), chiamati a ridurre in maniera significativa le emissioni di CO₂.
La sfida più complessa resta però quella dei talenti: il 74% delle aziende a livello globale segnala difficoltà nel reperire professionisti qualificati e motivati, fondamentali per rendere reale e duratura la transizione sostenibile.
Le strategie di assunzione dovranno essere sempre più allineate agli obiettivi di sostenibilità aziendali, identificando talenti e competenze chiave per raggiungere i traguardi fissati. Inoltre, la sostenibilità è ormai un criterio determinante anche per chi cerca lavoro: quasi due terzi (62%) dei lavoratori dichiarano di informarsi sulla reputazione ambientale di un’organizzazione e oltre un terzo (35%) afferma che tale fattore incide sulla decisione di accettare o rifiutare un’offerta.
Conclusioni
La trasformazione green è già in corso e sta cambiando il modo di lavorare. Le aziende che investono in competenze sostenibili, ruoli strategici e formazione continua saranno protagoniste del cambiamento.
Per colmare i gap di competenze è necessario ampliare lo sguardo, aprendosi a profili che vanno oltre i tradizionali ruoli green e investendo in funzioni aziendali strategiche capaci di garantire competitività nel lungo periodo. La tecnica, però, non è tutto: con l’automazione destinata a rendere obsolete molte hard skill, competenze trasversali come la capacità di adattamento e l’efficacia comunicativa diventeranno sempre più determinanti. Favorire lo sviluppo di queste soft skill all’interno della forza lavoro già presente consente di ridurre tempi e costi legati al recruiting esterno.
Infine, è necessario mantenere lo sguardo fisso all’orizzonte: il cambiamento climatico continuerà a generare nuove opportunità per processi, materiali, prodotti e servizi innovativi. Le aziende che sapranno consolidare la propria leadership in questo ambito, puntando sulle nuove competenze green e turquoise, saranno in grado di costruire un futuro più sostenibile non solo a livello aziendale, ma anche sociale ed economico.