Talent Barometer 2025: il sentiment del lavoro in Italia
Il Global Talent Barometer 2025 di ManpowerGroup analizza la visione dei lavoratori e delle lavoratrici in 19 Paesi, coinvolgendo oltre 13.000 persone, di cui 785 in Italia.

Il mondo del lavoro italiano sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Le persone chiedono più equilibrio, più opportunità, più ascolto.
Lo scopo del Talent Barometer di ManpowerGroup è quello di monitorare e analizzare il sentiment delle persone nei confronti del lavoro. Si basa su tre dimensioni fondamentali:
- Fiducia nella propria carriera, nelle competenze, nelle opportunità e nei manager;
- Benessere inteso come equilibrio vita-lavoro, stress percepito, allineamento con i valori aziendali e senso del lavoro;
- Soddisfazione rispetto all’attuale impiego, sicurezza del posto, possibilità di cambiamento e supporto manageriale.
Attraverso questo studio, ManpowerGroup mira a:
- Fornire dati concreti e comparabili a livello globale;
- Aiutare le aziende a comprendere i bisogni reali del personale;
- Rilevare criticità e opportunità nella gestione dei talenti,
- Suggerire strategie per attrarre, trattenere e far crescere le persone in un contesto lavorativo in continua evoluzione.
In Italia, l’indice generale si attesta al 66%, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Anche le tre dimensioni principali registrano una crescita. Un miglioramento che evidenzia segnali positivi, ma anche aree critiche che le aziende non possono più trascurare.
Scarica qui il report completo per scoprire tutti i dati.
Fiducia: le persone vogliono crescere
Nel 2025, la fiducia delle lavoratrici e dei lavoratori italiani raggiunge il 63%, in crescita di 5 punti percentuali rispetto al 2024. Un segnale chiaro che le persone si sentono più sicure nel proprio ruolo, ma ancora incerte sulle possibilità di avanzamento.
L’Indice di Fiducia si basa su quattro benchmark:
- Possibilità di raggiungere i propri obiettivi di carriera (73%)
- Fiducia nelle proprie competenze ed esperienza (90%)
- Tecnologia e strumenti aggiornati a disposizione (80%)
- Opportunità di promozione o mobilità interna (56%)
Mentre la fiducia nelle skill personali e nella tecnologia è alta, il tema della crescita interna resta un punto critico. Solo poco più della metà dei rispondenti vede reali possibilità di avanzamento
Le persone che lavorano da remoto mostrano livelli superiori in quasi tutti i benchmark. In particolare, nei settori Finance e Real Estate, si registra una maggiore fiducia nella propria crescita e nelle proprie capacità.
Nonostante l’aumento complessivo della fiducia, la disuguaglianza di genere persiste nel 2025: le donne segnalano meno avanzamenti di carriera e promozioni rispetto agli uomini. Le aziende che investono in percorsi di sviluppo professionale, pari opportunità e trasparenza interna stanno costruendo un vantaggio competitivo solido.
Benessere: equilibrio tra vita privata e lavoro
L’indice di benessere è in crescita, attestandosi al 63%, rispetto al 60% del 2024. La qualità dell’esperienza lavorativa è sempre più legata a senso, valori condivisi e equilibrio vita-lavoro.
L’indice si basa su quattro benchmark distinti:
- Senso e scopo del lavoro (78%)
- Allineamento con i valori aziendali (72%)
- Supporto nel bilanciare vita privata e lavoro (62%)
- Stress percepito quotidiano ridotto (41%)
Un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata è direttamente collegato al benessere percepito. Tuttavia, lo stress continua a essere un elemento critico.
Lo stress sul posto di lavoro riguarda tutti i ruoli, ma è particolarmente sentito tra i blue collar e la Gen Z.
Oltre il 38% è preoccupato per l’impatto del carico di lavoro sull’equilibrio personale. Esiste inoltre un gap di allineamento con i valori aziendali tra i blue collar e i manager senior, che va a incidere negativamente sul benessere percepito.
La flessibilità lavorativa rimane un fattore determinante: chi ha la possibilità di scegliere dove e come lavorare vive generalmente un’esperienza più sana ed equilibrata. Settori come IT e Real Estate offrono i livelli più alti di benessere, mentre sanità e logistica si confermano tra i più fragili.
Soddisfazione: tra stabilità presente e incertezze future
La soddisfazione nel lavoro è il parametro più debole del Talent Barometer, con un indice fermo al 59%, seppur in lieve aumento rispetto al 2024 (+1%).
L’indice si basa su quattro benchmark:
- Soddisfazione per l’attuale impiego (57%)
- Fiducia nella sicurezza occupazionale (66%)
- Fiducia nella possibilità di trovare un nuovo impiego (53%)
- Fiducia nei manager e nel loro supporto alla carriera (59%)
La maggior parte delle persone è soddisfatta del proprio lavoro attuale, ma solo poco più della metà si sente fiduciosa nel riuscire a trovare un nuovo impiego in caso di necessità. Questo segnala una maggiore sicurezza legata alla posizione attuale, piuttosto che una reale fiducia nel mercato del lavoro.
Chi lavora in sede e senza possibilità di scelta registra anche livelli di soddisfazione più bassi rispetto a chi opera da remoto. La soddisfazione scende soprattutto tra le/i middle manager, le donne della Gen Z e i baby boomer.
Anche le/i manager senior ed executive, sono in parte sotto pressione: il 47% teme una possibile perdita del lavoro nei prossimi sei mesi. Inoltre, il 69% identifica ristrutturazioni aziendali e instabilità economica come le principali minacce alla propria carriera.
Le aziende che vogliono trattenere i talenti devono agire su tre leve fondamentali: riconoscimento, trasparenza e coinvolgimento attivo. La soddisfazione non può più essere considerata un dato acquisito, ma un obiettivo da costruire ogni giorno. La maggior parte delle persone non si accontenta più di un impiego stabile: vogliono sentirsi parte attiva.
Conclusione: il lavoro del futuro si costruisce oggi
Il Talent Barometer è uno strumento strategico per la people strategy delle aziende, utile a costruire ambienti di lavoro più sostenibili, inclusivi e orientati alla crescita.
Evidenzia come le persone non cercano più semplicemente un impiego, ma una esperienza lavorativa significativa, fatta di crescita, benessere e fiducia.
La fiducia è in aumento, grazie al supporto alla carriera e all’accesso a tecnologie avanzate. Il benessere migliora, ma resta frenato dallo stress e da un mancato allineamento ai valori aziendali. La soddisfazione rimane fragile, soprattutto tra determinate fasce generazionali e professionali.
Un lavoro con senso e scopo non basta per superare il burnout. Sebbene sempre più persone trovino significato nel proprio lavoro, lo stress quotidiano rimane elevato. Questo scenario può generare costi crescenti per le aziende, influenzando negativamente produttività e retention.
Inoltre, i professionisti a metà carriera, soprattutto le donne, rappresentano un bacino di talento poco valorizzato. Con l’aumento dell’incertezza e la diminuzione della soddisfazione, è fondamentale che le aziende intercettino questa fascia offrendo percorsi di carriera, riconoscimenti e supporto concreto.
Le aziende devono rafforzare i legami tra manager e team, promuovere l’equilibrio vita-lavoro e garantire trasparenza sulle opportunità di crescita. Creare un ambiente di lavoro dove le persone si sentano ascoltate e valorizzate è la chiave per affrontare con successo le sfide del futuro.
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