Il futuro del lavoro nel settore dei Beni di Consumo e Servizi

Il report di ManpowerGroup analizza sei tendenze fondamentali che ridefiniscono il modo in cui le imprese del settore dei beni di consumo e servizi innovano e attraggono talenti.

Report Consumer Goods | Immagine di anteprima

Nel 2025, il settore Consumer Goods & Services si trova al centro di una profonda trasformazione. 

Le aziende che operano in questi ambiti devono confrontarsi con un contesto globale complesso, segnato da instabilità geopolitica, pressioni inflattive, interruzioni nelle catene di approvvigionamento e una rivoluzione tecnologica sempre più veloce.

A queste sfide strutturali si aggiungono le aspettative dei clienti e delle lavoratrici e lavoratori. Oggi sono maggiormente orientati verso la sostenibilità, la digitalizzazione e modelli di lavoro più flessibili e inclusivi.

In un panorama così dinamico, le strategie di trasformazione digitale, l’adozione dell’intelligenza artificiale, l’evoluzione della vendita al dettaglio e il ripensamento delle politiche di gestione del capitale umano diventano elementi cruciali per la competitività.

Per aiutare le imprese ad orientarsi in questo scenario in continua evoluzione, il report di ManpowerGroup offre un’analisi approfondita basata su sei tendenze chiave che stanno ridefinendo le priorità del settore. 

Il report si propone come guida strategica per affrontare con consapevolezza le sfide del futuro.

Trend 1: reinventare rapidamente le attività

In un contesto in cui tecnologia e aspettative delle consumatrici e dei consumatori evolvono rapidamente, le aziende devono ripensare modelli operativi e processi interni per restare competitive. 

Strumenti come intelligenza artificiale, machine learning, Internet of Things e analisi dei dati sono ormai imprescindibili per migliorare l’efficienza e offrire esperienze sempre più personalizzate.

L’utilizzo di queste tecnologie però risulta complicato. Il 63% delle aziende identifica nei gap di competenze il principale freno all’innovazione da qui al 2030. Il 42% delle CEO e dei CEO ritiene necessario reinventare il proprio modello di business entro il prossimo decennio. 

Tuttavia, la maggior parte del personale non si sente valorizzato o preparato a sostenere questo cambiamento. Solo il 39% ha svolto attività di formazione negli ultimi sei mesi.

In questo scenario, la capacità di attrarre, trattenere e far crescere talenti con un mindset innovativo sarà uno dei principali fattori di successo per affrontare il futuro.

Trend 2: evoluzione della Customer Experience (CX)

L'esperienza di acquisto dei clienti è diventata uno dei principali fattori differenzianti nel settore dei beni di consumo. I clienti non cercano solo prodotti di qualità, ma esperienze personalizzate, coerenti e coinvolgenti su tutti i canali. Il 71% si aspetta contenuti su misura e il 67% si dichiara insoddisfatto quando le interazioni non rispecchiano le proprie preferenze.

Per soddisfare queste nuove aspettative, le aziende devono investire in tecnologie digitali avanzate, in grado di offrire assistenza in tempo reale, e in persone con competenze trasversali.

Sarà importante adottare sistemi di data science, marketing omnicanale, customer service e cybersecurity, per assicurare un servizio clienti basato su dati concreti e in grado di operare in modo efficace.

Tuttavia, reperire profili con queste competenze è sempre più difficile. Il 29% delle aziende segnala carenze in ambito Sales & Marketing, il 22% nel Customer Service e il 19% nell’area IT/Data.

La sfida non è solo tecnologica, ma culturale e organizzativa. Servono team interfunzionali capaci di trasformare i dati in valore concreto per il cliente, e strategie di assunzione più flessibili per attrarre e trattenere i talenti. Inoltre, con l’aumento delle interazioni digitali, cresce anche l’esigenza di investire nella cybersecurity per garantire fiducia e protezione dei dati. Le aziende che sapranno aggiornare la propria CX in modo proattivo rafforzeranno la relazione con il cliente e consolideranno la propria posizione sul mercato.

Trend 3: investire nella resilienza

La pandemia, le tensioni geopolitiche e i cambiamenti climatici hanno reso evidente la fragilità delle supply chain globali. In questo scenario, la resilienza operativa è diventata una priorità strategica per le aziende del settore dei beni di consumo, che devono saper gestire l’imprevedibilità e garantire continuità nelle operazioni.

Molte aziende stanno riorganizzando le proprie catene di fornitura, con un progressivo ritorno verso i mercati di origine. Il 63% delle CEO e dei CEO e COO intende avvicinare la produzione ai propri clienti. Il 73% delle/dei manager adotta strategie di dual sourcing per ridurre la dipendenza da singoli fornitori e semplificare i processi aziendali. 

Questa transizione richiede anche nuove competenze. Nei mercati avanzati, già colpiti dalla carenza di talenti, sarà fondamentale investire in upskilling e reskilling, pianificare strategicamente l’ingresso di nuovi profili e rafforzare la collaborazione tra le funzioni aziendali.

Trend 4: segnali incerti dai consumer

Il sentiment dei consumer è oggi instabile e influenzato da fattori globali. Il principale tra tutti è l’inflazione che continua a pesare. 

Il 64% delle/dei manager riferisce che consumatrici e consumatori percepiscono ancora l’aumento dei prezzi rispetto al periodo pre-pandemico, e il 51% ritiene che non sia più possibile trasferire questi costi ai clienti.

In questo scenario, l’innovazione di prodotto diventa prioritaria per il 95% delle aziende, chiamate a proporre nuove soluzioni per sostenere la domanda.

Nonostante queste incertezze, c’è fiducia sul fronte occupazionale. Il 68% delle lavoratrici e dei lavoratori del settore ritiene di poter mantenere il proprio impiego nei prossimi sei mesi, e solo una minoranza (19%) teme di non riuscire a crescere professionalmente.

Per affrontare questa complessità, le aziende dovranno rafforzare l’engagement interno, offrire supporto concreto, puntare sulla formazione e adottare una pianificazione strategica a lungo termine, anche nella gestione dei talenti, per restare flessibili di fronte all’evoluzione del mercato.

Trend 5: un business sostenibile 

I clienti oggi sono sempre più attenti all’impatto ambientale dei loro acquisti.

Il 73% è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili, ma solo il 41% si sente adeguatamente informato per fare scelte consapevoli. 

Questo evidenzia un gap informativo che le aziende dovranno colmare, anche attraverso nuovi profili legati alla comunicazione, all’analisi dei dati e alla redazione di report ESG.

Il 68% delle aziende del settore prevede di assumere personale per ruoli green, in particolare in produzione, logistica, IT e marketing. 

Inoltre, la reputazione ambientale è un asset strategico per attrarre talenti. Il 62% delle lavoratrici e dei lavoratori, e il 75% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, la considera determinante nella scelta di un datore di lavoro.

Trend 6: selezione strategica di talenti

Il 73% delle aziende nel settore dei beni di consumo segnala difficoltà nel reperire profili qualificati. Questo trend è destinato a proseguire a causa di fattori come l’instabilità geopolitica, la trasformazione digitale e i cambiamenti demografici.

Per affrontare queste sfide, è necessario un approccio strategico e flessibile alla gestione delle risorse umane. Formazione continua, mentoring, supporto concreto sul work-life balance e la ricerca di talenti su scala globale sono leve essenziali. Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 il 59% del personale avrà bisogno di percorsi di upskilling o reskilling. Chi investirà in questo ambito avrà un vantaggio competitivo duraturo.

Conclusione: un nuovo paradigma nei settori Consumer Goods & Services

Il 2025 è un anno di cambiamento importante per il settore dei beni di consumo e dei servizi. Le aziende che sapranno innovare, diventare più sostenibili, migliorare l’esperienza dei clienti e investire nelle persone avranno un vantaggio.

Viviamo in un mondo complesso e in continuo cambiamento. Per avere successo, le imprese devono sapersi adattare in fretta, essere flessibili e avere una visione chiara del futuro. Non basta usare nuove tecnologie: serve anche ripensare il modo di lavorare, collaborare e gestire i talenti.

Le aziende dovranno essere più veloci, più aperte all’ascolto e più attente all’ambiente e alle persone. Solo così potranno affrontare le sfide future, creare valore nel tempo e rafforzare la fiducia di clienti e lavoratori.

Per scoprire tutti i dati, le analisi e le strategie, scarica il report completo di ManpowerGroup.