Busta paga: le voci più importanti da conoscere

Dagli elementi fissi a quelli variabili, dalle trattenute fiscali al TFR: ecco una breve giuda per destreggiarsi tra le voci che concorrono a comporre il tuo stipendio.

Avevamo introdotto qualche nozione di base sulla busta paga in questo articolo. È arrivato il momento di approfondire quelle voci che lasciano ancora qualche dubbio ai lavoratori. 

Terzo elemento e superminimo: di cosa parliamo?

Nella parte alta della busta paga, oltre alle voci di intestazione, troviamo il dettaglio della retribuzione.

Se sulla paga base, ovvero la retribuzione minima garantita per ciascuna categoria lavorativa come definito dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), ci sono pochi dubbi, la situazione cambia con gli elementi successivi:

  • Scatti di Anzianità
    Costituiscono una porzione di salario correlata alla durata dell'impiego del lavoratore presso la stessa azienda. La frequenza, l'importo e le modalità di questi incrementi variano in base al CCNL di appartenenza, essendo generalmente previsti ogni due o tre anni e calcolati su una base fissa proporzionale al livello di inquadramento.
  • Terzo elemento
    Il terzo elemento della retribuzione è; invece, un importo che varia a seconda della zona geografica del Paese in cui si lavora, in quanto la cifra viene stabilita dalle contrattazioni sindacali a livello regionale e provinciale.
  • Superminimo
    È un importo aggiuntivo risultante dalla contrattazione personale con il datore di lavoro, o all’atto dell’assunzione o in qualsiasi momento di svolgimento del rapporto di lavoro, che si aggiunge alla paga base.

Il superminimo può essere assorbibile da futuri aumenti contrattuali previsti nei rinnovi dei CCNL o di passaggio di livello; oppure non assorbibile, estraneo a qualsiasi variazione di importo.

Il superminimo può essere erogato a livello individuale in ragione delle caratteristiche professionali del lavoratore o della mansione che lo stesso andrà a ricoprire o che già ricopre; oppure collettivo in ossequio a un accordo aziendale in favore dei dipendenti che ricoprono determinate mansioni o livelli contrattuali.

Trattenute fiscali e previdenziali

La parte finale della busta dettaglia le deduzioni applicate alla retribuzione lorda, ovvero ciò che viene sottratto al totale del reddito di un lavoratore prima che egli riceva la sua retribuzione netta.

  • Trattenute Previdenziali 
    Tanto il datore di lavoro quanto il lavoratore sono tenuti a versare i contributi previdenziali per le pensioni di vecchiaia o invalidità e assistenziali per la malattia. L'importo delle trattenute a carico del lavoratore varia a seconda delle dimensioni dell'azienda. Negli stabilimenti industriali con fino a 15 dipendenti, così come nei pubblici esercizi, aziende e negli studi professionali fino a 50 persone, la trattenuta è pari al 9,19% della retribuzione. Per le aziende commerciali con più di 50 dipendenti la percentuale è aumentata al 9,49%.
  • Trattenute Fiscali
    Le trattenute fiscali rappresentano le imposte che il lavoratore deve pagare sul suo reddito ai governi locali, nazionali o regionali. Queste imposte possono includere l'imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), l'imposta sul valore aggiunto (IVA), l'imposta municipale e così via. Le trattenute fiscali vengono calcolate in base al reddito del lavoratore, alla sua situazione familiare e alle leggi fiscali vigenti nel paese in cui lavora. L’IRPEF si determina con applicazione di aliquote percentuali diverse in base alla porzione di reddito interessata:
  • Aliquota del 23% per i redditi e le porzioni di reddito fino a 28 mila euro;
  • Aliquota del 35% per i redditi e le porzioni di reddito oltre 28 mila e fino a 50 mila euro;
  • Aliquota del 43% per i redditi e le porzioni di reddito oltre 50 mila euro.

Le imposte vengono trattenute direttamente dal salario del lavoratore e poi trasferite alle autorità fiscali competenti.

TFR - Trattamento di Fine Rapporto

Il Trattamento di Fine Rapporto è un istituto retributivo previsto per i lavoratori alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa (dimissioni, scadenza contrattuale, licenziamento). 

Il TFR è calcolato annualmente in base alla retribuzione annua divisa per 13,5 e accantonato per il lavoratore. Parte di questo importo può essere versata in Fondi Pensione collettivi per integrare la pensione futura del lavoratore. Il TFR è soggetto a tassazione al momento del pagamento, considerando gli anni di servizio del lavoratore e le aliquote fiscali vigenti. L'importo del TFR viene diviso per gli anni di servizio e moltiplicato per 12, determinando così l'aliquota fiscale applicabile.

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