Talent Shortage 2026: in Italia sette aziende su dieci non trovano i profili di cui hanno bisogno

La ricerca di personale qualificato resta complessa per le aziende del nostro Paese. Un’impresa su quattro punta a rafforzare le competenze delle persone già presenti in azienda, mentre il 12% scommette su AI e automazione.

Talent Shortage 2026

Talent shortage 2026: il quadro in Italia

La carenza di talenti continua a rappresentare una sfida per le imprese italiane: nel 2026 il 70% delle aziende dichiara difficoltà a reperire i profili necessari, un valore che, sebbene ancora elevato, rappresenta un miglioramento rispetto al 78% registrato lo scorso anno.  

Il dato emerge dalla nuova edizione del report “Talent Shortage” di ManpowerGroup, che ha coinvolto oltre 39.000 datori di lavoro in 41 Paesi per fotografare l’evoluzione delle competenze richieste e le strategie adottate per affrontare il mismatch tra domanda e offerta di professionalità qualificate. 

 

Talent shortage nel mondo: confronto tra i Paesi

A livello globale, il talent shortage rimane elevato: nel 2026 il 72% delle aziende nel mondo afferma di avere difficoltà nel reperire personale qualificato, in leggero miglioramento rispetto al 74% del 2025. Il confronto internazionale mette in evidenza forti divari: Slovacchia, Grecia e Giappone registrano i livelli più alti di carenza, con percentuali comprese tra l’84% e l’87%, mentre Cina, Polonia e Finlandia presentano gli scenari migliori, con valori che vanno dal 48% al 60%. 

 

I settori con maggiore carenza di talenti in Italia

I comparti maggiormente impattati dalla carenza di talenti sono: 

  • Tech & IT (77%) 
  • Ospitalità e Ristorazione (76%) 
  • Energia, Utilities e Risorse Naturali (75%) 
  • Industria Manifatturiera (74%) 

Seguono il settore Costruzioni e Immobiliare (71%), il settore Commercio, Trasporti e Logistica e il comparto delle Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche (entrambi al 70%).  

Infine, meno impattati anche se con carenze comunque rilevanti sono quello della Sanità, Farmaceutico e Life Sciences (65%) e quello Bancario, Finanziario e Assicurativo (58%).  

 

Competenze digitali e AI tra le più richieste

Tra le hard skills più richieste spiccano quelle in Intelligenza Artificiale, IT, dati, produzione manifatturiera e ambito amministrativo, che richiedono formazione tecnica continua.  

Allo stesso tempo, diventano sempre più centrali competenze trasversali come comunicazione, lavoro di squadra, etica professionale, pensiero critico, adattabilità e gestione del tempo. 

 

Come le aziende italiane affrontano la carenza di talenti

Per far fronte alla carenza di talenti, le imprese italiane puntano soprattutto sull’upskilling e sul reskilling delle persone già in azienda (26% delle organizzazioni intervistate), considerati leve decisive per colmare il divario tra le competenze disponibili e quelle richieste. 

  

A queste azioni si affiancano una maggiore flessibilità nella gestione del tempo e dei luoghi di lavoro (17-18%), un incremento del personale temporaneo (15%) e l’aumento dei salari (14%).  

In più di un’azienda su dieci (12%) si registrano inoltre investimenti nell’utilizzo di soluzioni AI e automazione per sopperire alla mancanza di personale. 

 

Il ruolo della formazione e delle competenze per il futuro del lavoro

Il report Talent Shortage 2026 conferma come la carenza di competenze resti una sfida strutturale per le imprese italiane, pur mostrando segnali di lieve miglioramento. 

In un contesto segnato da forti divari settoriali e da una domanda crescente di competenze tecniche e trasversali, le aziende sono chiamate a investire sempre di più nella riqualificazione delle persone, nella flessibilità organizzativa e nell’uso strategico di AI e automazione.  

Colmare il mismatch tra domanda e offerta di talenti non è solo una necessità competitiva, ma una leva chiave per affrontare il cambiamento e sostenere la crescita futura. 

 

Scarica il report completo.