Global Talent Barometer 2026: tra job hugging e incertezza
Il Global Talent Barometer 2026 di ManpowerGroup analizza il sentiment di lavoratrici e lavoratori in 19 Paesi, coinvolgendo oltre 13.000 persone.

Pubblicato in occasione del World Economic Forum di Davos, restituisce una fotografia chiara di un mercato del lavoro segnato da stabilità apparente, crescente incertezza e da una relazione sempre più complessa tra persone, tecnologia e futuro professionale.
In Italia, il 63% delle persone esprime una valutazione complessivamente positiva del proprio lavoro. Un dato in lieve flessione rispetto all’anno precedente, influenzato in particolare da un calo della fiducia nelle proprie capacità (-7%), legato all’impatto dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie.
Lo scopo del Talent Barometer di ManpowerGroup è monitorare e analizzare come le persone percepiscono il proprio lavoro, offrendo uno strumento di lettura strategico per aziende e istituzioni. L’indice si fonda su tre dimensioni chiave:
- Fiducia, nella propria carriera, nelle competenze, nelle opportunità e nei manager;
- Benessere, inteso come equilibrio vita-lavoro, stress percepito, allineamento con i valori aziendali e senso del lavoro;
- Soddisfazione, rispetto all’attuale impiego, sicurezza del posto, possibilità di cambiamento e supporto manageriale.
Attraverso questo studio, ManpowerGroup mira a:
- Fornire dati concreti e comparabili a livello globale;
- aiutare le aziende a comprendere i bisogni reali del personale;
- rilevare criticità e opportunità nella gestione dei talenti,
- suggerire strategie per attrarre, trattenere e far crescere le persone in un contesto lavorativo in continua evoluzione.
In generale, dal Global Talent Barometer emerge che in Italia quasi due persone su tre (63%) esprimono un giudizio positivo sul proprio lavoro, un valore leggermente inferiore alla media globale (67%). Nel complesso emerge un quadro di stabilità sul fronte del benessere e della soddisfazione, affiancato però da un indebolimento della fiducia personale e professionale, legato alle difficoltà percepite nell’affrontare le trasformazioni tecnologiche in atto.
Scarica qui il report completo per scoprire tutti i dati.
Fiducia: competenze solide, ma timori sul fronte tecnologico
Per quanto riguarda l’indice di fiducia i livelli di autopercezione professionale rimangono elevati:
- 85% si sente competente e adeguatamente preparato per la mansione che svolge;
- 71% ritiene di poter acquisire nuove competenze all’interno dell’azienda;
- 56% crede di avere opportunità di carriera.
Tuttavia, l’indice registra il calo più significativo nel 2026, attestandosi al 68%, rispetto al 75% dell’anno precedente, guidato dalla fiducia nell’utilizzo delle tecnologie e degli strumenti recenti (soprattutto per le nuove competenze richieste in ambito AI), che scende dall’80% al 61%. In particolare, risultano maggiormente dubbiosi i profili a bassa specializzazione (indice di fiducia del 51%) e le generazioni più senior come boomer (42%) e GenX (56%).
A pesare ulteriormente è la carenza di percorsi strutturati di sviluppo: oltre la metà delle persone dichiara di non aver ricevuto recentemente attività di formazione (57%) o mentorship (72%).
Benessere: condivisione di scopo, valori e visione ma rischio di burnout
L’indice di benessere si attesta al 62%, confermando una sostanziale stabilità. La maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori percepisce il proprio lavoro come:
- Significativo e dotato di scopo (78%);
- coerente con i propri valori e con la visione aziendale (69%);
- supportato da politiche che favoriscono l’equilibrio tra vita privata e professionale (62%).
Tuttavia, accanto a questi elementi positivi emerge un segnale critico: oltre una persona su due (56%) afferma di aver vissuto recentemente situazioni di burnout, dovute principalmente a stress (27%) e a carichi di lavoro elevati (18%).
Soddisfazione: sicurezza lavorativa e fiducia nei manager
La soddisfazione lavorativa rimane il parametro più stabile, con un indice al 58%. Nel dettaglio:
- Il 61% si sente supportato dai propri manager nelle opportunità di crescita;
- il 65% ha fiducia nella sicurezza del proprio posto di lavoro;
Allo stesso tempo però, il 53% si dichiara fiducioso di poter trovare un nuovo impiego più adatto alle proprie esigenze nei prossimi sei mesi.
Nonostante il progresso tecnologico, il fattore umano continua a essere centrale: il 94% delle persone ritiene importante che il proprio curriculum venga valutato da una persona e il 91% considera essenziale poter parlare con qualcuno durante il processo di selezione.
Conclusione: preparare le persone al cambiamento
Il Global Talent Barometer 2026 evidenzia un mercato del lavoro italiano caratterizzato da un equilibrio fragile tra stabilità e incertezza. Le persone vogliono restare, ma sentono il bisogno di rafforzare le proprie competenze per affrontare un futuro percepito come meno prevedibile.
La fiducia è messa alla prova dall’introduzione di nuove tecnologie, il benessere è minacciato dallo stress e dal burnout, mentre la soddisfazione rimane ancorata soprattutto alla sicurezza del presente. In questo scenario, la formazione continua, il supporto manageriale e l’investimento nello sviluppo delle competenze diventano leve fondamentali.
L’introduzione e la richiesta di competenze per l’utilizzo appropriato delle nuove tecnologie e il conseguente calo di fiducia evidenzia la necessità di accompagnare le persone nel cambiamento, offrendo strumenti, ascolto e percorsi di crescita concreti.
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