Politiche attive per il lavoro: cosa sono e come funzionano
Le politiche attive per il lavoro sono strumenti fondamentali per promuovere l’inserimento lavorativo, sostenere la crescita professionale e contrastare la disoccupazione.

A differenza delle misure di sostegno al reddito, come la NASpI e l’Assegno di Inclusione, queste iniziative mirano a rafforzare le competenze delle persone, migliorare la loro occupabilità e facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Sono pensate per chi è alla ricerca di un impiego, per chi desidera cambiare attività lavorativa o per chi si affaccia per la prima volta al mercato del lavoro, offrendo percorsi personalizzati e orientati al risultato.
Cosa sono le politiche attive per il lavoro?
Le politiche attive del lavoro sono interventi pubblici e privati pensati per accompagnare le persone verso nuove opportunità di lavoro. Si rivolgono a chi è disoccupato, inoccupato o in fase di transizione, offrendo un sostegno all'occupazione concreto. Sono rivolte anche a chi entra per la prima volta nel mercato del lavoro o desidera cambiare attività lavorativa.
L’obiettivo è duplice: aiutare le persone a trovare un’occupazione coerente con le proprie competenze e supportare il datore di lavoro nella ricerca di profili adeguati.
Manpower è da sempre impegnata nel promuovere l’occupabilità attraverso soluzioni concrete e inclusive, rivolte sia a studenti e studentesse – grazie al percorso YTIA (Young Talent in Action) – sia a persone in età lavorativa, attraverso percorsi personalizzati di orientamento, formazione e inserimento.
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Strumenti principali delle politiche attive
Le politiche attive si articolano in servizi per il lavoro integrati:
- Orientamento professionale: colloqui, bilanci di competenze e definizione di un progetto.
- Formazione: corsi gratuiti per aggiornamento o riqualificazione professionale.
- Tirocini e work experience: esperienze pratiche per rafforzare il rapporto di lavoro.
- Accompagnamento al lavoro: supporto nella candidatura e nei colloqui.
- Incentivi all’assunzione: agevolazioni per contratti a tempo determinato o trasformazione a tempo indeterminato.
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Politiche attive per il lavoratore/lavoratrice: come supportano le persone disoccupate
Le politiche attive del lavoro sono pensate per accompagnare chi si trova in una fase di transizione occupazionale, anche dopo 12 mesi o 24 mesi di inattività, e in particolare per chi non percepisce più forme di sostegno al reddito come la NASpI o l’Assegno di Inclusione. In questi casi, rappresentano un’opportunità concreta per rientrare nel mercato del lavoro attraverso percorsi personalizzati e mirati.
Questi strumenti non si limitano a offrire un supporto economico, ma puntano a rafforzare le competenze, migliorare l’occupabilità e facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Le politiche attive possono includere attività di orientamento professionale, formazione, accompagnamento al lavoro, tirocini e incentivi all’assunzione, costruiti su misura in base al profilo della persona.
Un esempio efficace è il Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che prevede percorsi differenziati per disoccupate/i, giovani NEET, donne in condizioni di fragilità, over 55 e persone con disabilità. L’obiettivo è offrire un accompagnamento concreto verso il reinserimento lavorativo, valorizzando le competenze già acquisite e sviluppandone di nuove.
GOL non è un programma a cui iscriversi, ma una nuova offerta di servizi per il lavoro. Il piano è attuato dalle Regioni e Province autonome.
Per conoscere il progetto di attuazione della tua regione oppure recati nella filiale Manpower più vicina a te.
Per ulteriori informazioni visita il sito di ANPAL.
Chi gestisce le politiche attive?
In Italia, la gestione delle politiche attive per il lavoro è affidata a una rete integrata di soggetti pubblici e privati, che collaborano per offrire servizi efficaci, accessibili e coerenti con le esigenze del mercato del lavoro.
A livello nazionale, il coordinamento è affidato all’ANPAL – Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, che ha il compito di definire le linee guida strategiche, monitorare l’efficacia degli interventi e promuovere l’integrazione tra le diverse misure. ANPAL gestisce anche il sistema informativo nazionale del lavoro, che consente la condivisione dei dati tra i vari attori coinvolti.
Le Regioni e le Province autonome sono responsabili dell’attuazione operativa delle politiche attive sul territorio. Ogni Regione può definire priorità specifiche, in base al contesto economico e sociale locale, e attivare bandi o programmi mirati per determinate categorie, come giovani, donne, over 55 o persone con disabilità.
I Centri per l’Impiego (CPI) rappresentano il punto di accesso pubblico ai servizi per il lavoro. Si occupano dell’accoglienza, della profilazione delle persone disoccupate, della redazione del Patto di Servizio Personalizzato e dell’invio verso le misure più adatte, come corsi di formazione, tirocini o accompagnamento al lavoro.
Accanto ai soggetti pubblici, operano le agenzie per il lavoro accreditate, come Manpower, che svolgono un ruolo sempre più centrale nell’erogazione delle politiche attive. Manpower, in particolare, è impegnata da anni nel supportare l’occupabilità attraverso un’offerta integrata di servizi che comprende:
- Orientamento professionale personalizzato, con colloqui individuali, bilanci di competenze e programmi di upskilling e reskilling dedicati a lavoratori e lavoratrici in somministrazione come MyPath.
- Percorsi formativi gratuiti, anche in ambito digitale, tecnico e amministrativo.
- Accompagnamento al lavoro, con supporto nella redazione del CV, preparazione ai colloqui e matching con le offerte attive.
- Programmi specifici, come il Diritto Mirato per ex-lavoratrici e lavoratori in somministrazione, e il Programma GOL, attivo in diverse regioni italiane.
- Supporto continuo, grazie alla presenza capillare su tutto il territorio nazionale.
Scopri come accedere ai servizi di politiche attive con Manpower.
Questa sinergia tra pubblico e privato è fondamentale per garantire che le politiche attive siano realmente efficaci, inclusive e capaci di rispondere alle sfide di un mercato del lavoro in continua evoluzione.
Come accedere ai servizi step by step
L'accesso alle politiche attive si basa su un percorso lineare, pensato per accompagnare le persone passo dopo passo. Tutto parte dall’iscrizione al Centro per l’Impiego di competenza territoriale, il primo passaggio obbligatorio per entrare nel sistema e rendersi disponibili a nuove opportunità professionali.
Successivamente, si viene convocati per un colloquio di profilazione, durante il quale un operatore valuta la situazione occupazionale, le competenze, le esperienze e le aspettative della persona. Questo incontro serve a costruire un piano d’azione personalizzato, con obiettivi chiari e strumenti adeguati a supportare il reinserimento o il miglioramento professionale.
Il passo seguente consiste nella scelta di un ente accreditato, ovvero uno degli operatori, pubblici o privati, autorizzati a erogare i servizi previsti dalle politiche attive. Si tratta di agenzie per il lavoro, enti di formazione, cooperative o fondazioni iscritte in appositi elenchi regionali, che ne certificano la qualità e l’idoneità. Questi enti offrono attività mirate come orientamento, supporto nella redazione del CV, preparazione ai colloqui, corsi di formazione e tirocini. La scelta viene effettuata in base alle esigenze personali, alla vicinanza territoriale e all’offerta di servizi disponibile, anche con l’aiuto del Centro per l’Impiego.
Infine, una volta scelto l’ente, si procede con l’attivazione del percorso concordato. Da questo momento si entra ufficialmente in un programma di politiche attive pensato per valorizzare il potenziale individuale, favorire l’incontro con le imprese e costruire nuove opportunità di occupazione o riqualificazione.
Attivarsi oggi per costruire il domani
Le politiche attive per il lavoro non sono solo strumenti tecnici o misure temporanee: sono vere e proprie leve di cambiamento, pensate per aiutare ogni persona a ritrovare una direzione nel proprio percorso professionale, cogliendo nuove opportunità.
Attivarsi significa scegliere di non restare ferme/i, ma di mettersi in gioco, valorizzare le proprie esperienze e costruire un futuro più stabile e soddisfacente. Significa anche accedere a percorsi di orientamento, formazione e accompagnamento che possono davvero fare la differenza, anche in vista di un possibile contratto a tempo indeterminato.
Il primo passo è semplice: informarsi, scegliere il percorso più adatto e iniziare. Perché il lavoro giusto non si trova solo, si costruisce. E le politiche attive sono il punto di partenza ideale per farlo.