Offerte di lavoro fake e phishing: come difendersi?
Siamo informati di alcuni tentativi di truffa in cui il nome e i marchi del Gruppo Manpower sono stati utilizzati in maniera illegittima in falsi annunci di lavoro da parte di soggetti ignoti e in alcun modo collegati alla nostra Organizzazione. Queste offerte di lavoro fake sono state pubblicate su siti web oppure arrivano direttamente attraverso SMS, IMessage o whatsapp.

Vediamo nel dettaglio quali sono i tentativi di truffa più frequenti legati al mondo del lavoro e come individuarli.
Ecco i più frequenti:
1. Annuncio di lavoro falso.
Solitamente si nasconde tra gli altri annunci di lavoro presenti su siti generalisti e non legati al mondo del lavoro. A volte viene utilizzato in modo illecito il nome e talvolta anche il logo di un’Agenzia per il Lavoro. La trappola scatta quando ti candidi: il falso recruiter troverà tutte le informazioni a lui utili nel tuo CV (e-mail e numero di cellulare) per contattarti e chiederti dati, documenti o denaro.
2. Messaggio su WhatsApp o SMS o IMessage
Hai ricevuto delle offerte di lavoro attraverso un messaggio sul cellulare? Hacker e truffatori riescono a recuperare ogni giorno centinaia di migliaia di numeri telefonici a cui inviare messaggi massivi, utilizzando in modo illegittimo il nome di o un brand famoso o di un’Agenzia per il Lavoro. Ti consigliamo di non chiamare il numero, come richiedono, non cliccare sul link presente nel messaggio e di non condividere dati sensibili quali documenti e IBAN. Consigliamo di bloccare e segnalare il mittente ai gestori dei vostri applicativi di instant messaging o mail.
Un esempio: “Ciao, sono Mara di *nome APL*, abbiamo un’offerta di lavoro per te come *job title*. Ti aspettiamo nella nostra filiale di * nome della filiale* per fare il colloquio, ma prima inviaci copie dei documenti e IBAN, grazie!”
3. Messaggio su LinkedIn.
Essere contattati su LinkedIn da un Recruiter o Head Hunter è la norma, ma a volte è solo una messa in scena. Il profilo è completamente falso, non verificato, e spesso il messaggio mira a portare la conversazione fuori dalla piattaforma o invita a condividere dati personali, assolutamente non necessari in una fase preliminare di colloquio.
Controlla sempre il profilo del mittente con il quale stai comunicando e in ogni caso non condividere dati sensibili.
4. DM su Instagram.
Se un recruiter ti contatta su Instagram o altri social deve scattare per forza il campanello d’allarme. Non essendo un social network nato per cercare lavoro, l’approccio non è professionale.
Lo scopo delle truffe legate alle offerte di lavoro
Dopo aver instaurato il primo contatto con il candidato, con uno dei mezzi sopra descritti, il falso recruiter ha diverse opzioni per raggiungere il suo scopo:
- Alcuni contattano i candidati sul cellulare, a volte direttamente su Whatsapp- o tramite SMS o IMessage, per fissare un incontro e chiedere di inviare una copia dei documenti e IBAN o di compilare dei FORM. In questo caso vogliono solo i tuoi dati personali.
Ricorda: Manpower non chiederà mai ad un candidato fotocopie di documenti di identità, IBAN o dati relativi a carte di credito o di debito, nelle fasi preliminari di una ricerca di lavoro. - Altre volte, vengono inviati tramite la posta elettronica link di phishing che aprono le porte a malware e virus.
- Capita anche che il falso recruiter chieda di effettuare pagamenti anticipati.
Ricorda: Manpower non chiederà mai ad un candidato il pagamento di somme di denaro in cambio di un lavoro.
5 segnali per capire se l’offerta di lavoro è fake
1) Presta attenzione alla grammatica
Spesso gli annunci di lavoro falsi contengono degli errori di ortografia e sintassi dovuti a traduzioni frettolose e non professionali.
2) Non è tutto oro quel che luccica.
L’annuncio di lavoro fake cattura quasi sempre l’attenzione perché particolarmente allettante sia dal punto di vista della RAL che delle condizioni di lavoro (full-remote, senza periodo di prova, massima flessibilità, piano welfare ineguagliabile e bonus annuali).
3) Chi offre lavoro non chiede denaro in cambio.
Se un datore di lavoro richiede pagamenti, qualunque sia il motivo (tasse, dotazioni aziendali), è molto probabile che si tratti di una truffa.
4) Quali informazioni sono presenti nel messaggio?
Ogni annuncio di lavoro che si rispetti deve contenere delle informazioni standard: descrizione dell’azienda, competenze ricercate, responsabilità del ruolo. Se un annuncio appare vago, generico, è bene andare a fondo. Come? Cercando l’annuncio nella sezione “Posizioni aperte” del sito dell’azienda o sulla pagina Linkedin ufficiale. Se l’azienda non ti è nota, prova a cercare informazioni e recensioni sui motori di ricerca o piattaforme come Glassdoor.
5) Richieste di informazioni personali
È normale che, al momento dell’assunzione, l’azienda di chieda di compilare dei documenti fiscali e di fornire i tuoi dati bancari. Non è altrettanto scontato che queste informazioni vengano richieste durante il primo colloquio, o addirittura prima.
Ti ringraziamo per l’attenzione, condividi pure questo articolo con le persone che potrebbero avere bisogno di queste informazioni!