Il glossario del mondo del lavoro: le nuove parole e inglesismi da conoscere
Per comprendere meglio tutti quei termini ed espressioni che, negli ultimi anni, si sono integrati nel linguaggio quotidiano, usati per descrivere o parlare di tematiche lavorative, ecco a voi un breve glossario - in ordine alfabetico – da consultare e tenere sempre a portata di mano.

La “lingua del lavoro” si genera e si rigenera.
È mobile, ricca di sfumature, coglie rapida i progressi della scienza, della tecnologia e le nuove abitudini - individuali e sociali - diffuse su internet e nei luoghi di lavoro. Si contamina con nuovi termini, per lo più inglesismi, che si introducono sempre più velocemente nel dizionario.
In generale, potremmo tranquillamente affermare che nulla è sensibile al costante evolversi del mondo e della società quanto il linguaggio umano.
Per comprendere meglio tutti quei termini ed espressioni che, negli ultimi anni, si sono integrati nel linguaggio quotidiano, usati per descrivere o parlare di tematiche lavorative, ecco a voi un breve glossario - in ordine alfabetico – da consultare e tenere sempre a portata di mano.
Bare Minimun Mondays [/bɛːˈmɪnɪməm ˈmʌndeɪz]
È la tendenza lanciata su TikTok dalla Gen Z per affrontare il giorno lavorativo più “temuto” della settimana: il lunedì. L’ansia da ritorno al lavoro dopo il weekend, secondo questo trend, si può contrastare inserendo tra le task giornaliere dei momenti dedicati al self-care e alla cura della propria persona. In questo modo, la settimana inizia senza stress e/o frustrazione. Contrariamente a quanto si può pensare, il Bare Minimum Mondays non è una pratica che avalla la pigrizia e procrastinazione, piuttosto una spinta verso la produttività e il miglioramento delle prestazioni sul lavoro: iniziare il lunedì con meno cose da fare, infatti, aumenta i livelli di concentrazione e produttività e riduce al minimo il rischio di burnout.
Burnout [/bɜːrnˈaʊt]
Il significato letterale di ‘spento’ o ‘bruciato’ indica, nel contesto del mondo del lavoro, uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale derivante da un intenso e prolungato stress. Diversi fattori possono contribuire a questa condizione: un cambio improvviso delle responsabilità, un sovraccarico, un ambiente ostile, uno squilibrio tra vita professionale e personale, la mancanza di riconoscimento e gratificazione, ecc.
Employer branding [/ɛmpləʊjə ˈbrændɪŋ]
È il processo di gestione e promozione dell'immagine e della reputazione di un'azienda, mirato ad attrarre e trattenere i lavoratori più qualificati in epoca di “Fuga dei talenti” (vedi Great Resignation più sotto, ndr). Quindi, la capacità di un’azienda di essere vista come valido e ambito datore di lavoro, emergendo rispetto ai competitor.
Scopri come Manpower può aiutare le aziende nella definizione di una strategia di Employer branding.
Employability [empɔɪˈɑːbɪlɪti]
L'employability - in italiano occupabilità - è la capacità di un individuo di trovare e mantenere un impiego. È una misura delle competenze, delle conoscenze e dell'esperienza di una persona, nonché della sua capacità di adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro.
L'employability è un concetto importante sia per le persone che per le aziende. Per le prime è fondamentale per trovare un lavoro adeguato alle proprie aspirazioni e per mantenere la propria occupazione stabile nel tempo. Per le aziende, l'employability dei lavoratori è fondamentale per la competitività e il successo dell'azienda.
Manpower può supportare i giovani talenti nell’orientamento alla carriera e nella costruzione e mantenimento della propria occupabilità sul mercato. Scopri di più.
Empowerment [/ɪmˈpaʊəɹmənt]
Il termine di derivazione anglosassone significa "dare potere". In italiano, si può tradurre con potenziamento o meglio autodeterminazione. Riferito al mondo del lavoro, indica il processo o lo sforzo strategico messo in atto da un'azienda per attribuire maggior potere decisionale, autonomia e responsabilità ai lavoratori, e che consente loro di prendere decisioni più consapevoli e influire di più sulle proprie attività lavorative.
Engagement [/ɪnˈɡeɪdʒmənt]
Letteralmente impegno, coinvolgimento, addirittura fidanzamento. L'engagement lavorativo implica una connessione profonda ed equilibrata a livello emotivo, cognitivo e comportamentale, dei talenti con la propria mansione e con la propria azienda. Negli ultimi anni, questo concetto ha guadagnato importanza poiché le organizzazioni hanno appurato che investire in attività di engagement migliora le prestazioni e ottenere vantaggi competitivi.
Gig economy [dʒɪg iːkɒn ə mi]
Viene così definito un modello economico basato sul lavoro occasionale, “a chiamata”, temporaneo. Gig, in inglese, significa appunto “lavoretto”. I maggiori rappresentati di questa categoria sono i freelance, professionisti che si affiancano ai lavoratori a tempo pieno di un’azienda per supportarli nelle attività quotidiane.
Great Resignation [/ɡɹeɪt rɪˈzɪɡnɪʃən]
Traducibile come “Grande Dimissione”, in italiano spesso tradotta anche come “Fuga dei talenti”, l'espressione si riferisce al fenomeno che ha preso piede in tutto il mondo, in pieno Covid a inizio 2021, per cui un gran numero di lavoratori ha cominciato a dare (contemporaneamente) le dimissioni e lasciare volontariamente il proprio lavoro. Spesso, a spingere alle dimissioni ci sono motivi legati al cambio delle condizioni di lavoro, o alle priorità personali, che la pandemia, la crisi geopolitica e la grande incertezza che ne è seguita hanno profondamente messo in discussione.
Great Regret [/ɡɹeɪt rɪˈɡrɛt]
Letteralmente “Grande Rimpianto”, indica il sentimento di rammarico o insoddisfazione che un individuo può sperimentare dopo aver abbandonato il proprio lavoro, particolarmente nel caso in cui la decisione si riveli negativa o non porti ai risultati sperati. Espressione coniata in risposta al fenomeno della Great Resignation.
Altri termini utilizzati, soprattutto dalla Gen Z, per descrivere questa condizione sono “Shift shock” e “New Job Regret”.
Hustle culture [hʌs.l̩ kʌl.tʃə]
Detta anche “burnout culture”, consiste in un insieme di credenze socialmente condivise che alimentano gli atteggiamenti stacanovisti e il perfezionismo nel lavoro. Nel lungo periodo gli effetti della Hustle Culture sono allarmanti: danneggiamento dell’autostima, costante senso di insoddisfazione, career anxiexy, forte stress.
Un paradigma culturale che si sta, fortunatamente, contrastando attraverso la sempre maggiore attenzione delle aziende e degli individui verso il work-life balance, il benessere e la salute mentale.
Job hopping [/dʒɒb ˈhɒpɪŋ]
Il termine "job hopping" significa letteralmente "saltare da un lavoro all'altro" e viene utilizzato per indicare la pratica di cambiare lavoro frequentemente, spesso per motivi di carriera o di crescita professionale.
Mismatch [/mɪsmætʃ]
Nel contesto lavorativo, il termine "mismatch" viene utilizzato per indicare la mancata corrispondenza della domanda di lavoro da parte delle imprese con l'offerta da parte dei lavoratori. Dal punto di vista dei candidati, un sinonimo di mismatch è “skill shortage”, ovvero la mancanza di hard e/o soft skills per ricoprire le posizioni lavorative richieste. Quando, invece, si parla di “talent shortage” si analizza il fenomeno dal punto di vista delle aziende, che non trovano lavoratori qualificati in un determinato settore o area.
Near working [/nɪə ˈwɜːkɪŋ]
Per spiegare il concetto di “near working” dobbiamo prima rispolverare il significato di altri due termini: remote working e smart working.
Con remote working [/rɪˈmɔːtˈwɜːkɪŋ]si fa riferimento all'esecuzione dell'attività lavorativa in un luogo che non è l'ufficio aziendale, ad esempio la propria abitazione (home working) o un co-working, appunto a distanza o da remoto. I lavoratori a distanza hanno in genere un orario prestabilito e devono essere disponibili durante il normale orario di lavoro.
Smart working [/smɑːtˈwɜːkɪŋ] è un termine più generico che si riferisce a un approccio al lavoro flessibile e autonomo. I lavoratori “smart” hanno maggiore libertà di scegliere quando e dove lavorare, e sono tenuti ad assumersi la responsabilità del proprio lavoro e a gestire il proprio tempo in modo efficace.
Per near working, invece, si intende una nuova modalità di lavoro a metà strada tra remote working e la presenza fissa in ufficio, dove i lavoratori devono svolgere le proprie attività in sedi dislocate o coworking vicini al proprio domicilio così da ridurre gli spostamenti con il duplice effetto positivo di diminuire lo stress e garantire più tempo libero.
Rage applying [/ɹeɪʤ əˈpliːɪŋ/]
Il termine deriva da un trend di TikTok che vede alcuni lavoratori candidarsi in modo compulsivo ad una serie di offerte di lavoro. Letteralmente traducibile come “candidatura furiosa” descrive quindi l’attitudine ad inviare candidature “a raffica” quando non si è più soddisfatti del proprio lavoro o si è in uno stato di ostilità nei confronti della propria azienda.
Una pratica certamente non efficace visto che il rischio di commettere errori, inviando una cover letter troppo generica o piena di refuso o proponendosi per posizioni non in linea con il proprio profilo, è elevato.
Skillset [/skɪlˌsɛt]
È l’insieme di competenze, conoscenze e abilità, sia tecniche che trasversali, che una persona possiede e che sono rilevanti per svolgere un determinato lavoro o ruolo.
Quite quitting [/ˈkwaɪt kwɪtɪŋ]
Da tradurre come “abbandono silenzioso”, è il fenomeno che coinvolge i lavoratori disposti a svolgere solo lo stretto indispensabile, compatibilmente con le ore definite da contratto, rifiutando di fare straordinari, aderire a progetti extra e assumersi ulteriori responsabilità. Al suo opposto troviamo il “quite firing” (lett. licenziamento silenzioso) che si verifica quando il datore di lavoro fa percepire al lavoratore che non è più desiderato o necessari, incoraggiandolo in modo indiretto a lasciare l'azienda. Alcuni segnali che possono identificare comportamenti di “quiet firing” includono la chiusura improvvisa dei canali di comunicazione (esclusione da riunioni importanti, mancata risposta alle e-mail, ecc.) e l'assenza di opportunità di crescita professionale (mancanza di promozioni, esclusione da programmi di formazione, ecc).
Quiet hiring [/kwaɪt ˈhaɪərɪŋ]
L'assunzione silenziosa indica il processo attraverso il quale un'organizzazione acquisisce nuove competenze senza assumere nuovo personale a tempo pieno.
Ciò può avvenire principalmente in tre modi: attraverso la mobilità interna dei talenti, ricollocando quindi le risorse nelle aree prioritarie per il business in quel momento scoperte; attraverso processi di upskilling per migliorare le competenze; affidandosi a consulenti esterni.
Reskilling [/riːˌskɪlɪŋ]
È il processo mediante il quale si acquisiscono nuove competenze e abilità per adattarsi ai cambiamenti nel mondo del lavoro, preparandosi a svolgere una mansione o ruolo diverso. Il reskilling è spesso necessario in seguito a cambiamenti tecnologici nel settore o quando i lavoratori vengono spostati in altri reparti.
Manpower Academy è il progetto di upskilling di Manpower per trasmettere competenze specifiche di settore sui profili più difficili da trovare per i distretti produttivi italiani presenti in molte regioni.
Upskilling [/ʌpˌskɪlɪŋ]
È il processo di acquisizione di nuove competenze o l’aggiornamento di quelle esistenti per rimanere al passo con i cambiamenti nel mondo del lavoro e migliorare le opportunità di carriera, rimanendo però nella stessa area professionale e/o reparto.
Work-life balance [/wɜːkˌlaɪf ˈbæləns]
Terminiamo il nostro glossario con uno dei termini più pronunciati negli ultimi anni, il work-life balance, l’equilibrio tra il tempo dedicato al lavoro e il tempo dedicato alla vita personale.
Se il concetto di work-life balance si concentra sul mantenere la vita lavorativa e la vita personale separate ma uguali, l’espressione work-life integration [/wɜːkˌlaɪf ɪnˈtɛɡɹeɪʃən] è incentrata sulla convinzione che non ci sia distinzione tra le due cose e che entrambe debbano coesistere in armonia.
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È mobile, ricca di sfumature, coglie rapida i progressi della scienza, della tecnologia e le nuove abitudini - individuali e sociali - diffuse su internet e nei luoghi di lavoro. Si contamina con nuovi termini, per lo più inglesismi, che si introducono sempre più velocemente nel dizionario.
In generale, potremmo tranquillamente affermare che nulla è sensibile al costante evolversi del mondo e della società quanto il linguaggio umano.
Per comprendere meglio tutti quei termini ed espressioni che, negli ultimi anni, si sono integrati nel linguaggio quotidiano, usati per descrivere o parlare di tematiche lavorative, ecco a voi un breve glossario - in ordine alfabetico – da consultare e tenere sempre a portata di mano.
Bare Minimun Mondays [/bɛːˈmɪnɪməm ˈmʌndeɪz]
È la tendenza lanciata su TikTok dalla Gen Z per affrontare il giorno lavorativo più “temuto” della settimana: il lunedì. L’ansia da ritorno al lavoro dopo il weekend, secondo questo trend, si può contrastare inserendo tra le task giornaliere dei momenti dedicati al self-care e alla cura della propria persona. In questo modo, la settimana inizia senza stress e/o frustrazione. Contrariamente a quanto si può pensare, il Bare Minimum Mondays non è una pratica che avalla la pigrizia e procrastinazione, piuttosto una spinta verso la produttività e il miglioramento delle prestazioni sul lavoro: iniziare il lunedì con meno cose da fare, infatti, aumenta i livelli di concentrazione e produttività e riduce al minimo il rischio di burnout.
Burnout [/bɜːrnˈaʊt]
Il significato letterale di ‘spento’ o ‘bruciato’ indica, nel contesto del mondo del lavoro, uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale derivante da un intenso e prolungato stress. Diversi fattori possono contribuire a questa condizione: un cambio improvviso delle responsabilità, un sovraccarico, un ambiente ostile, uno squilibrio tra vita professionale e personale, la mancanza di riconoscimento e gratificazione, ecc.
Employer branding [/ɛmpləʊjə ˈbrændɪŋ]
È il processo di gestione e promozione dell'immagine e della reputazione di un'azienda, mirato ad attrarre e trattenere i lavoratori più qualificati in epoca di “Fuga dei talenti” (vedi Great Resignation più sotto, ndr). Quindi, la capacità di un’azienda di essere vista come valido e ambito datore di lavoro, emergendo rispetto ai competitor.
Scopri come Manpower può aiutare le aziende nella definizione di una strategia di Employer branding.
Employability [empɔɪˈɑːbɪlɪti]
L'employability - in italiano occupabilità - è la capacità di un individuo di trovare e mantenere un impiego. È una misura delle competenze, delle conoscenze e dell'esperienza di una persona, nonché della sua capacità di adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro.
L'employability è un concetto importante sia per le persone che per le aziende. Per le prime è fondamentale per trovare un lavoro adeguato alle proprie aspirazioni e per mantenere la propria occupazione stabile nel tempo. Per le aziende, l'employability dei lavoratori è fondamentale per la competitività e il successo dell'azienda.
Manpower può supportare i giovani talenti nell’orientamento alla carriera e nella costruzione e mantenimento della propria occupabilità sul mercato. Scopri di più.
Empowerment [/ɪmˈpaʊəɹmənt]
Il termine di derivazione anglosassone significa "dare potere". In italiano, si può tradurre con potenziamento o meglio autodeterminazione. Riferito al mondo del lavoro, indica il processo o lo sforzo strategico messo in atto da un'azienda per attribuire maggior potere decisionale, autonomia e responsabilità ai lavoratori, e che consente loro di prendere decisioni più consapevoli e influire di più sulle proprie attività lavorative.
Engagement [/ɪnˈɡeɪdʒmənt]
Letteralmente impegno, coinvolgimento, addirittura fidanzamento. L'engagement lavorativo implica una connessione profonda ed equilibrata a livello emotivo, cognitivo e comportamentale, dei talenti con la propria mansione e con la propria azienda. Negli ultimi anni, questo concetto ha guadagnato importanza poiché le organizzazioni hanno appurato che investire in attività di engagement migliora le prestazioni e ottenere vantaggi competitivi.
Gig economy [dʒɪg iːkɒn ə mi]
Viene così definito un modello economico basato sul lavoro occasionale, “a chiamata”, temporaneo. Gig, in inglese, significa appunto “lavoretto”. I maggiori rappresentati di questa categoria sono i freelance, professionisti che si affiancano ai lavoratori a tempo pieno di un’azienda per supportarli nelle attività quotidiane.
Great Resignation [/ɡɹeɪt rɪˈzɪɡnɪʃən]
Traducibile come “Grande Dimissione”, in italiano spesso tradotta anche come “Fuga dei talenti”, l'espressione si riferisce al fenomeno che ha preso piede in tutto il mondo, in pieno Covid a inizio 2021, per cui un gran numero di lavoratori ha cominciato a dare (contemporaneamente) le dimissioni e lasciare volontariamente il proprio lavoro. Spesso, a spingere alle dimissioni ci sono motivi legati al cambio delle condizioni di lavoro, o alle priorità personali, che la pandemia, la crisi geopolitica e la grande incertezza che ne è seguita hanno profondamente messo in discussione.
Great Regret [/ɡɹeɪt rɪˈɡrɛt]
Letteralmente “Grande Rimpianto”, indica il sentimento di rammarico o insoddisfazione che un individuo può sperimentare dopo aver abbandonato il proprio lavoro, particolarmente nel caso in cui la decisione si riveli negativa o non porti ai risultati sperati. Espressione coniata in risposta al fenomeno della Great Resignation.
Altri termini utilizzati, soprattutto dalla Gen Z, per descrivere questa condizione sono “Shift shock” e “New Job Regret”.
Hustle culture [hʌs.l̩ kʌl.tʃə]
Detta anche “burnout culture”, consiste in un insieme di credenze socialmente condivise che alimentano gli atteggiamenti stacanovisti e il perfezionismo nel lavoro. Nel lungo periodo gli effetti della Hustle Culture sono allarmanti: danneggiamento dell’autostima, costante senso di insoddisfazione, career anxiexy, forte stress.
Un paradigma culturale che si sta, fortunatamente, contrastando attraverso la sempre maggiore attenzione delle aziende e degli individui verso il work-life balance, il benessere e la salute mentale.
Job hopping [/dʒɒb ˈhɒpɪŋ]
Il termine "job hopping" significa letteralmente "saltare da un lavoro all'altro" e viene utilizzato per indicare la pratica di cambiare lavoro frequentemente, spesso per motivi di carriera o di crescita professionale.
Mismatch [/mɪsmætʃ]
Nel contesto lavorativo, il termine "mismatch" viene utilizzato per indicare la mancata corrispondenza della domanda di lavoro da parte delle imprese con l'offerta da parte dei lavoratori. Dal punto di vista dei candidati, un sinonimo di mismatch è “skill shortage”, ovvero la mancanza di hard e/o soft skills per ricoprire le posizioni lavorative richieste. Quando, invece, si parla di “talent shortage” si analizza il fenomeno dal punto di vista delle aziende, che non trovano lavoratori qualificati in un determinato settore o area.
Near working [/nɪə ˈwɜːkɪŋ]
Per spiegare il concetto di “near working” dobbiamo prima rispolverare il significato di altri due termini: remote working e smart working.
Con remote working [/rɪˈmɔːtˈwɜːkɪŋ]si fa riferimento all'esecuzione dell'attività lavorativa in un luogo che non è l'ufficio aziendale, ad esempio la propria abitazione (home working) o un co-working, appunto a distanza o da remoto. I lavoratori a distanza hanno in genere un orario prestabilito e devono essere disponibili durante il normale orario di lavoro.
Smart working [/smɑːtˈwɜːkɪŋ] è un termine più generico che si riferisce a un approccio al lavoro flessibile e autonomo. I lavoratori “smart” hanno maggiore libertà di scegliere quando e dove lavorare, e sono tenuti ad assumersi la responsabilità del proprio lavoro e a gestire il proprio tempo in modo efficace.
Per near working, invece, si intende una nuova modalità di lavoro a metà strada tra remote working e la presenza fissa in ufficio, dove i lavoratori devono svolgere le proprie attività in sedi dislocate o coworking vicini al proprio domicilio così da ridurre gli spostamenti con il duplice effetto positivo di diminuire lo stress e garantire più tempo libero.
Rage applying [/ɹeɪʤ əˈpliːɪŋ/]
Il termine deriva da un trend di TikTok che vede alcuni lavoratori candidarsi in modo compulsivo ad una serie di offerte di lavoro. Letteralmente traducibile come “candidatura furiosa” descrive quindi l’attitudine ad inviare candidature “a raffica” quando non si è più soddisfatti del proprio lavoro o si è in uno stato di ostilità nei confronti della propria azienda.
Una pratica certamente non efficace visto che il rischio di commettere errori, inviando una cover letter troppo generica o piena di refuso o proponendosi per posizioni non in linea con il proprio profilo, è elevato.
Skillset [/skɪlˌsɛt]
È l’insieme di competenze, conoscenze e abilità, sia tecniche che trasversali, che una persona possiede e che sono rilevanti per svolgere un determinato lavoro o ruolo.
Quite quitting [/ˈkwaɪt kwɪtɪŋ]
Da tradurre come “abbandono silenzioso”, è il fenomeno che coinvolge i lavoratori disposti a svolgere solo lo stretto indispensabile, compatibilmente con le ore definite da contratto, rifiutando di fare straordinari, aderire a progetti extra e assumersi ulteriori responsabilità. Al suo opposto troviamo il “quite firing” (lett. licenziamento silenzioso) che si verifica quando il datore di lavoro fa percepire al lavoratore che non è più desiderato o necessari, incoraggiandolo in modo indiretto a lasciare l'azienda. Alcuni segnali che possono identificare comportamenti di “quiet firing” includono la chiusura improvvisa dei canali di comunicazione (esclusione da riunioni importanti, mancata risposta alle e-mail, ecc.) e l'assenza di opportunità di crescita professionale (mancanza di promozioni, esclusione da programmi di formazione, ecc).
Quiet hiring [/kwaɪt ˈhaɪərɪŋ]
L'assunzione silenziosa indica il processo attraverso il quale un'organizzazione acquisisce nuove competenze senza assumere nuovo personale a tempo pieno.
Ciò può avvenire principalmente in tre modi: attraverso la mobilità interna dei talenti, ricollocando quindi le risorse nelle aree prioritarie per il business in quel momento scoperte; attraverso processi di upskilling per migliorare le competenze; affidandosi a consulenti esterni.
Reskilling [/riːˌskɪlɪŋ]
È il processo mediante il quale si acquisiscono nuove competenze e abilità per adattarsi ai cambiamenti nel mondo del lavoro, preparandosi a svolgere una mansione o ruolo diverso. Il reskilling è spesso necessario in seguito a cambiamenti tecnologici nel settore o quando i lavoratori vengono spostati in altri reparti.
Manpower Academy è il progetto di upskilling di Manpower per trasmettere competenze specifiche di settore sui profili più difficili da trovare per i distretti produttivi italiani presenti in molte regioni.
Upskilling [/ʌpˌskɪlɪŋ]
È il processo di acquisizione di nuove competenze o l’aggiornamento di quelle esistenti per rimanere al passo con i cambiamenti nel mondo del lavoro e migliorare le opportunità di carriera, rimanendo però nella stessa area professionale e/o reparto.
Work-life balance [/wɜːkˌlaɪf ˈbæləns]
Terminiamo il nostro glossario con uno dei termini più pronunciati negli ultimi anni, il work-life balance, l’equilibrio tra il tempo dedicato al lavoro e il tempo dedicato alla vita personale.
Se il concetto di work-life balance si concentra sul mantenere la vita lavorativa e la vita personale separate ma uguali, l’espressione work-life integration [/wɜːkˌlaɪf ɪnˈtɛɡɹeɪʃən] è incentrata sulla convinzione che non ci sia distinzione tra le due cose e che entrambe debbano coesistere in armonia.
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