Il colloquio si fa al...videogame

Sezione: Orientamento
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Abbiamo già parlato dell’impatto della tecnologia sul recruiting e di come sostenere un videocolloquio: ma come affrontereste una prova al videogame? Sì, avete capito bene, al videogame: si tratta un metodo per testare le soft skill del candidato, cioè le competenze trasversali che fanno capo a qualità personali, predisposizione nelle relazioni interpersonali e atteggiamenti in ambito lavorativo. Una recente ricerca ManpowerGroup ha dimostrato che le più ricercate dalle aziende italiane sono in questo momento problem solving, orientamento al risultato e visione d’insieme. Non trattandosi di abilità tecniche, non è sempre facile per il recruiter misurare il grado di attitudine: una soluzione è rappresentata dai giochi di ruolo che, sposando la tecnologia, diventano veri e propri videogame per tablet o smartphone con cui mettersi alla prova. Estraniato dal contesto del colloquio e proiettato in una realtà inventata, il candidato tende a comportarsi in maniera naturale e il gioco, appositamente progettato per il recruiting, misura valori, qualità e reazioni della persona messa di fronte a situazioni prefissate. In questo caso, rispetto al gioco di ruolo, il candidato non si trova a immaginare la situazione, bensì a viverla direttamente. Ormai quasi tutti noi abbiamo uno smartphone, quindi scaricare l’app sul proprio device faciliterebbe le selezioni a distanza, integrando il videocolloquio: i test sulle soft skill, infatti, non sostituiscono l’impressione che si può trarre da un dialogo diretto con il candidato, ma diventano strumenti in più per poter fare una valutazione a 360° sul talento, composto per la maggior parte da competenze intangibili. E a voi, è mai capitata una selezione a colpi di videogame?