La multiculturalità, un valore per l’impresa

Sezione: Impresa
Data di pubblicazione:

“Il lavoro, assieme alla scuola, è nella maggioranza dei casi l’unico luogo per un’integrazione tra culture diverse” recita un recente articolo pubblicato da Linkiesta.

Passare la giornata spalla a spalla porta, infatti, i lavoratori a conoscersi e a superare la diffidenza verso le diversità; conoscenza e apertura mentale sono un arricchimento per le persone e la collettività.

Una tematica attuale è quindi quella della gestione della diversità e della contestualizzazione del fenomeno nelle imprese moderne che stanno lentamente e inesorabilmente acquisendo una nuova fisionomia. La “gestione delle risorse umane” si evolve in una “gestione delle diversità delle persone” e un approccio corretto può portare le aziende ad ottenere un importante vantaggio competitivo.

Le aziende più inclusive sono anche le più competitive – afferma il sociologo Andrea Notarnicola – perché ascoltando in modo integrato le persone ne comprendono meglio i bisogni. L’impresa che non teme il “diverso”, al contrario, lo valorizza, crea i presupposti affinché si crei la sinergia delle diversità. Pensiamo alle banche, che oggi hanno grandi opportunità dal credito alle piccole imprese gestiti da stranieri”.

Ma come ci si comporta per favorire l’integrazione?

Il Diversity Management può essere sicuramente una strategia vincente. Si tratta di un approccio alla gestione delle risorse umane finalizzato alla valorizzazione delle differenze di cui ciascun individuo e che distingue due macro-categorie di differenze: le diversità primarie e le diversità secondarie. Le prime sono quelle differenze che fanno riferimento ad elementi quali l’età, il genere, l’origine etnica, le competenze/caratteristiche mentali, che fanno parte di un patrimonio innato dell’individuo e che non possono essere modificate. Le diversità secondarie, invece, fanno riferimento ad elementi acquisiti nel tempo come, ad esempio, il background educativo, la situazione familiare, la localizzazione geografica, il reddito, la religione, il ruolo organizzativo, l’esperienza professionale.

Uno dei primi passi da compiere è quindi quello di “mappare” o perlomeno cercare di comprendere quali sono i principali elementi di caratterizzazione della propria cultura aziendale, partendo appunto dagli elementi di diversità e non da quelli di omogeneità. “Dimmi cosa mangi e saprò chi sei”. L’integrazione in azienda può passare anche dal cibo e menù che prendono in considerazione le esigenze di diverse culture, corsi d’italiano per stranieri, ma soprattutto il corretto mansionamento possono essere sicuramente tra gli strumenti più adatti per favorire l’integrazione.